Nasce in Liguria, in un’epoca nella quale tutti volevano fare l’astronauta e non lo youtuber.
Coerentemente, divora il volume “Il Mondo e lo Spazio” di una famosa enciclopedia per ragazzi. Ma i computer lo distraggono, e il mondo perde un possibile astronauta.

Dopo aver fatto ragioneria (ma a indirizzo progammatori!) s’invaghisce dell’economia: si laurea (a Genova, ça va sans dire) dopo aver dato tutti gli esami in tre anni e mezzo: si chiede ancora come abbia fatto a metterci così tanto.

Decide di tenere i piedi in più scarpe: dopo il militare in Marina, aver lavorato come sistemista – perché nel frattempo ha preso le certificazioni Microsoft! – e aver tenuto corsi di informatica per un totale di nove anni, vince l’unico concorso pubblico al quale partecipa. Da allora, più di 12 anni fa, lavora nella Pubblica Amministrazione.

Pertanto, ci tiene a rappresentare che collabora con “Bar Scienza” a titolo gratuito.

Divoratore seriale di libri, ha sviluppato la sua “passionaccia” per l’astronomia con gli anni, e la esplicita in vari modi. Sia sulla sua pagina Facebook (Marco Cannavacciuolo), ove parla (per scelta!) solo di spazio e affini, sia nelle serate osservative in giro per la Liguria, dove a volte intrattiene il pubblico parlando di missioni spaziali o corpi celesti, o conferenze, in genere sul programma spaziale americano.

Nel tempo libero si è preso un master in giornalismo e comunicazione online, legge e impara lingue straniere (inglese, tedesco, francese e svedese le sue vittime, finora), anche allo scopo di diventare un iperglotta.

Ma non ha perso la voglia di misurarsi con lo spazio: ogni tanto pilota mezzi Kerbal di sua invenzione, allo scopo di avvicinare al mondo extra -atmosferico quanta più gente possibile.

Le sonde Voyager: un “messaggio in bottiglia” dell’Umanità nel Cosmo

Oggi, occhi puntati sul cosmo, sui due più grandi pianeti del nostro sistema solare: gli passeremo vicino ripercorrendo la storia delle sonde Voyager, ricordando il famigerato Golden Record e immaginando le lontane stelle che finiranno per raggiungere tra migliaia di anni. La parola al nostro Marco!

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Abbiamo contaminato la Luna con dei tardigradi? Facciamo chiarezza…

[Schokraie et al. su PLOS|ONE] Yehud, Israele, 11 Aprile 2019. Interno notte, sala del Controllo Missione. Il lander privato israeliano Beresheet (“In principio”, in Ebraico) sta per atterrare sulla superficie lunare. La tensione,…

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Addio notti stellate per Orbital Display e per 60 satelliti? No!

Prendo spunto da un articolo apparso sulla stampa recente (a questo link ne trovate la versione ospitata su Archive.org). Il giornalista, sfruttando un po’ la nostalgia del passato, alla “Una volta qui era tutta campagna”, ci annuncia: “Prepariamoci nuovi spunti romantici per le notti stellate, che non saranno mai più le stesse.”

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