“Nell’antichità l’uomo, ingannato dai propri sensi, riteneva che la Terra fosse il centro dell’universo. Poi ha capito che la Terra e i pianeti ruotavano attorno al Sole, posto al centro del sistema solare. In seguito ha compreso che il Sole è una stella come miliardi di altre, mentre l’inganno dei sensi aveva ancora fatto ritenere che il Sole si trovasse al centro della Via Lattea, e che questa abbracciasse tutto l’universo. Nel tempo, ha scoperto che il Sole occupa una posizione periferica nella Via Lattea, che questa è una galassia fra miliardi di altre, e che tutte insieme costituiscono il nostro universo. E ora ci domandiamo: ma questo è veramente tutto ciò che esiste, o è solo un universo fra infiniti altri?”

Margherita Hack

Vi ritrovate spesso a guardare il cielo con il naso all’insù?
Vi chiedete, di tanto in tanto, se siamo soli nell’Universo? O come sia possibile andare nello spazio?
Vi domandate di continuo come si possa studiare corpi celesti così lontani da noi?

Non abbiate timore allora: questa categoria fa proprio per voi!
I nostri AstroCosi (come li abbiamo affettuosamente soprannominati) sono pronti a rispondere ad ogni vostra curiosità con i loro stellari articoli!

Ogni mercoledì un nuovo articolo a “tema spaziale”, nel difficile (se non impossibile) tentativo di rispondere alle vostro domande, partendo dai buchi neri e dalle stelle fino ad arrivare alle strumentazioni in uso e, perché no, alla fantascienza!

La scoperta del faro più lontano da noi

Quando e come si sono costituite le prime popolazioni stellari e le prime galassie? Quando sono comparsi i primi buchi neri? In poche parole: com'era il nostro universo da giovane? L'European Southern Observatory in Cile continua a raccogliere e studiare dati per rispondere in maniera sempre più esaustiva e complessa a queste domande. L'astrofisica del Max Planck Institute di Heidelberg, Chiara Mazzucchelli, ci svela alcune curiosità e gli ultimi sviluppi sull'argomento.

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La notte oscura: il paradosso di Olbers

Da sempre ci dicono che le stelle nel nostro Universo sono miliardi e miliardi. Allora perché vediamo il cielo notturno praticamente oscuro? Bella domanda, eh? Ebbene, se mai vi foste fatti questa domanda e magari l'aveste ritenuta banale, sappiate che nei secoli scorsi è stata all'origine di varie dispute, che hanno portato a un paradosso: il paradosso di Olbers. Non ci credete? Allora leggete l'articolo di oggi.

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Un mare gravitazionale – Episodio III

Carissimi affezionati! Qui a Bar Scienza ultimamente siamo in vena di ricette. No, non di cucina, certo che no! Dopo avervi fornito le indicazioni per realizzare una perfetta armatura di Ironman, abbiamo pensato di continuare a deliziarvi con niente po' po' di meno che… la formula segreta per delle fantastiche onde gravitazionali homemade! Lasciatevi sorprendere da Benedetta nel terzo appuntamento con "Un mare gravitazionale"!

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Un viaggio di 13 miliardi di anni seduti sul divano – finale di stagione –

Nelle puntate precedenti, abbiamo imparato a conoscere uno strumento fondamentale della Cosmologia: la radiazione cosmica di fondo (CMB). Come abbiamo visto, materia e radiazione sono inizialmente una sorta di tutt’uno, con i fotoni che sono continuamente diffusi nel plasma di elettroni e protoni liberi (se volete, “rimbalzano” in un ping pong cosmico tra le particelle). Ma, man mano che l’Universo si espande, la sua temperatura cala, fino a che non prevale l’attrazione elettrostatica tra protoni ed elettroni e si formano i primi atomi di idrogeno, che non riescono più a diffondere i fotoni come facevano prima i loro costituenti, perciò la radiazione è ora libera di fuggire. Questi primi fotoni liberi sono quelli che costituiscono la CMB, di cui in questo contributo Sebastiano ci descrive la polarizzazione. Pronti per il finale di stagione?

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The sound of silence: il Big Bang, un’esplosione silenziosa

Quando pensiamo al Big Bang non possiamo che immaginarci la più grande e incredibile esplosione. Un rumore fragoroso come se contemporaneamente si svolgessero dieci spettacoli pirotecnici. Boati, tuoni, baaaaaang. Un super mega petardo. Siamo proprio sicuri? Oggi, nella sua veste di scardina-certezze, Davide ci spiega perchè quel suono, anche a guardarlo bene, non è poi così...suono. A me ricorda un’alitata da Mangiamorte o un piccolo ruttino ma credo che l'ipotesi più accreditata in ambito scientifico sia il rumore di una specie di scoreggia...giudicherete voi una volta giunti in fondo all'articolo! Come sia possibile stabilire che rumore abbia fatto il Big Bang, lo scopriremo in questo #Astrowednesday.

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