“Nell’antichità l’uomo, ingannato dai propri sensi, riteneva che la Terra fosse il centro dell’universo. Poi ha capito che la Terra e i pianeti ruotavano attorno al Sole, posto al centro del sistema solare. In seguito ha compreso che il Sole è una stella come miliardi di altre, mentre l’inganno dei sensi aveva ancora fatto ritenere che il Sole si trovasse al centro della Via Lattea, e che questa abbracciasse tutto l’universo. Nel tempo, ha scoperto che il Sole occupa una posizione periferica nella Via Lattea, che questa è una galassia fra miliardi di altre, e che tutte insieme costituiscono il nostro universo. E ora ci domandiamo: ma questo è veramente tutto ciò che esiste, o è solo un universo fra infiniti altri?”
Margherita Hack
Vi ritrovate spesso a guardare il cielo con il naso all’insù?
Vi chiedete, di tanto in tanto, se siamo soli nell’Universo? O come sia possibile andare nello spazio?Vi domandate di continuo come si possa studiare corpi celesti così lontani da noi?
Non abbiate timore allora: questa categoria fa proprio per voi!
I nostri AstroCosi (come li abbiamo affettuosamente soprannominati) sono pronti a rispondere ad ogni vostra curiosità con i loro stellari articoli!
[di ESO/Y. Beletsky da Wikipedia]CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0) Uno dei temi ricorrenti nei film catastrofici è quello delle nefaste conseguenze provocate dall’allineamento dei pianeti: fin qui va tutto bene, perché si…
Esistono civiltà aliene nella nostra galassia? Bè, non possiamo rispondere a questa domanda con sicurezza. Esiste però un modo, un'equazione probabilistica, che stima il numero di possibili specie extraterrestri intelligenti nella Via Lattea: l'equazione di Drake. In questo #AstroWednesday, Davide ci spiega cos'è questa equazione e tenta di rispondere a una domanda ancora più complessa: è più facile per un fisico nerd trovare l'anima gemella o scoprire una specie aliena?
Per questo #AstroWednesday vi raccontiamo la biografia di un personaggio estremamente importante. Senza di lui noi non potremmo esistere! Curiosi? Leggete il nostro ultimo articolo!!
La via lattea sullo sfondo del Nuraghe Losa, ad Abbasanta (OR) [Foto di Stefania Serra] Immagina questo scenario: sei nato 3000 anni fa su un meraviglioso pianeta. L’inquinamento luminoso non…
In questo AstroWednesday, il nostro Sebastiano torna a parlarci di macrocosmo, in una terza puntata tra viaggi reconditi attraverso remoti segnali celesti, alla ricerca di quelle fluttuazioni che ci hanno consegnato una certezza sulle origini dell'universo.
Confesso che l’articolo di oggi potrebbe apparire a prima vista un poco… Lanciato.
Prima si affronta il tema “palle”.
Spiegata la questione palle, si comincia a parlare di “curve”.
Scollinato anche l’argomento curve, si passa alle “luci rosse”.
Andrea, per questo #Astrowednesday, ha forse deciso di sfoderare tutta la sua malizia oppure ci sta brillantemente svelando altri misteriosi segreti sull’Universo?
Il mare, così come il cielo, è uno specchio che riflette ed amplifica i pensieri; scova le sensazioni più timide e permette loro di avere lo spazio per respirare a…
Immaginate di trovarvi a fare autostop galattico insieme a Arthur Dent e Ford Prefect verso la stella Betelgeuse, riferimenti non del tutto casuali a “Guida galattica per autostoppisti”.
All'improvviso, mentre attraversate lo spazio profondo, da un punto non precisato si diffondono le note di “Also sprach Zarathustra” di Richard Strauss, suonata dal vivo da un’orchestra di alieni.
Il fatto che il Sole sia il centro del nostro sistema solare e che tutti i pianeti (Terra compresa) gli girino intorno dovrebbe essere una cosa ovvia per tutti. Oggi…
“Un secondo!”. Un’espressione che si usa di frequente quando invochiamo un po’ più di tempo, un semplice istante a cui diamo – implicitamente – un valore insignificante. Tuttavia, se un solo secondo… o, meglio, se una frazione di secondo infinitesima desse origine a tutto ciò che conosciamo? Davide Laudicina ci descrive il primo respiro di vita del nostro universo, raccontando cosa è accaduto nel solo – primissimo – secondo… che, non serve dirlo, fu tutt’altro che “insignificante”.