Gli animali sono delle brutte persone – parte 1
Difficoltà

Abbiamo solo da imparare dagli animali!

Beh… Non proprio. Diciamo che certe volte l’istinto fa degli animali delle “brutte persone”. Quindi, ecco a voi il decalogo dei motivi che spiegano perché gli animali non sono necessariamente meglio degli esseri umani:

  1. Ho deciso di partire parlando d’amore. Gli ippopotami maschi mi sembrano un ottimo esempio. Questi animali infatti hanno una tecnica di corteggiamento decisamente inusuale e, ai nostri occhi, anche abbastanza schifosa. Partiamo dal presupposto che, in praticamente qualsiasi situazione, per moltissimi animali è fondamentale il senso dell’olfatto, dal momento che i feromoni trasmettono importanti informazioni sul proprio stato fisiologico. L’accoppiamento non fa eccezione, anzi. I maschi di ippopotamo, quindi, per farsi notare e scegliere dalle femmine, dopo un periodo di stalking ossessivo, decidono di inondarle con le loro urine e feci, spargendole ovunque con la coda nel momento in cui vengono espulse. Beh, come resistergli?
[Di ArtTower da Pixabay
  1. Sempre parlando d’amore, passerei a una delle crudeltà più famose in natura: il cannibalismo della mantide religiosa.  Come ormai tutti sanno, la femmina di questo insetto mangia il maschio dopo o durante l’accoppiamento per ottenere le proteine necessarie a una rapida produzione di uova. Una piccola curiosità: il pasto parte sempre dalla testa, così da permettere al maschio di proseguire comunque nell’accoppiamento. Questo fenomeno è possibile grazie al sistema nervoso non centralizzato ma diviso in gangli, cioè metamerico, che consente ad ogni ganglio completa autonomia di controllo del proprio metamero, ovvero della propria porzione del corpo. Potremmo chiamarlo “un amore da far perdere la testa”!
[Di ClaudiaWollesen da Pixabay]
  1. Dall’amore alla morte, gioco ora la carta degli zombie! Ci sono diversi parassiti che “zombizzano” i propri ospiti e il mio preferito è quello che utilizza le chiocciole come ospiti intermedi. Lo so, con i parassiti si potrebbe scrivere un’enciclopedia (altro che decalogo!), ma almeno uno è d’obbligo. Ebbene, questi platelminti (cioè vermi piatti), Leucochloridium paradoxum, si insediano nelle antenne oculari dei bavosi animaletti, colorandole a bande verdi, bianche e marroni che pulsano alla luce. Le chiocciole, avendo visione limitata in questo stato, vengono spinte a raggiungere i rami più alti in cerca di luce, dove i passeriformi, attirati dalle loro antenne così simili a bruchi, le mangiano. Raggiunto l’ospite definitivo (l’uccello), al parassita non resta che diventare adulto e deporre le uova nell’apparato digerente del volatile, le quali verranno eliminate con le feci e quindi ingerite da qualche altro mollusco terrestre. In questo modo viene completato il ciclo vitale.
[Di kie-ker da Pixabay]
  1. Quante volte, da bambini, vi siete sentiti ripetere: “non giocare con il cibo!”? Beh, le orche evidentemente non hanno genitori educati come i nostri. Infatti, molto spesso le orche prima di divorare le loro prede sono solite lanciarle in aria più volte, anche ad altezze considerevoli. Il bello è che non pare lo facciano solo per stordire la preda o mostrare ai piccoli le tecniche di caccia più avanzate, ma questo comportamento è stato osservato anche nei momenti di noia. Un po’ come i nostri cani con le palline o i nostri gatti con dei malaugurati uccellini. Dunque, ricapitolando, giocano con il cibo e poi magari, da brave capricciose, neanche mangiano la povera preda.
[Di Dianne Maddox da Pexels]
  1. Per rimanere in tema di cibo, che tanto ci piace, vi parlo ora del serpente Oligodon fasciolatus. Questo dolce rettile thailandese, dopo aver catturato il suo rospo, lo apre con i suoi denti, infila la testa nell’addome della vittima e tira fuori gli organi interni, gustandoseli uno ad uno. La vera chicca è che il rospo, in tutto questo, è ancora vivo. La durata della sua agonia dipende da quali organi il serpente decide di mangiare per primi. È stata avanzata l’ipotesi che questa tecnica sia stata sviluppata dai serpenti per evitare la tossicità delle loro prede. Posso comprendere, ma in ogni caso, mi sembra una tecnica abbastanza brutale!
[Bernard DUPONT from FRANCE, CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons]

Per oggi penso possa bastare così, ma non temete… presto arriverà anche la seconda parte di questo meraviglioso decalogo!

Per approfondire: breve video di National Geographic per ammirare le colorate antenne lampeggianti delle lumache zombie

[National Geographic]

Fonti

  • https://stluciasouthafrica.com/hippo-facts/hippo-mating-gestation/
  • Raut G, Gaikwad S (2016) Observations on the Life cycle, Mating and Cannibalism of Mantis religiosa religiosa Linnaeus, 1758 (Insecta: Mantodea: Mantidae). Journal of Entomology and Zoology Studies; 4:478-482
  • Wesołowska W, Wesołowski T (2013) Do Leucochloridium sporocysts manipulate the behaviour of their snail hosts? Journal of Zoology; 292:151-155
  • Ferguson SH, Higdon JW, Westdal KH (2012) Prey items and predation behavior of killer whales (Orcinus orca) in Nunavut, Canada based on Inuit hunter interviews. Aquat Biosyst; 8: 35. Bringsøe H, Suthanthangjai M, Suthanthangjai W, Nimnuam K (2020) Eviscerated alive: Novel and macabre feeding strategy in Oligodon fasciolatus (Günther, 1864) eating organs of Duttaphrynus melanostictus (Schneider, 1799) in Thailand. Herpetozoa; 33: 157-163.

Isabella Manenti

Bergamasca, 26 anni. Biologa naturalista, laureata in Comportamento Animale e specializzata in benessere animale. Adoro i miei cani, il vino, il buon cibo e le montagne. Per ricaricarmi dal grigio cittadino ho spesso bisogno di sessioni immersive di verde.

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